Pesci che escono dai muri!

Nel territorio centro occidentale del Continente Africano e nella metà superiore del Sud Africa può capitare durante la stagione delle piogge di essere testimoni di un bizzarro fenomeno: pesci che escono dai muri delle case.

In particolare dai muri delle case di fango, che caratterizzano le abitazioni dei centri più rurali di questa regione.

In questa parte del Globo vive una delle famiglie di pesci più antiche mai esistite, della quale gli esperti fanno risalire la sua nascita addirittura a 400 milioni di anni fa, molto prima della venuta dei dinosauri.

Stiamo parlando dei cosiddetti Pesci Polmonati (Protopterus annectens), facenti parte della sottoclasse dei dipnoi o altrimenti detti coanoitti.

Una rappresentazione di un Pesce Polmonato (by G.H.Ford – Proceedings of the Zoological Society of London, 1856)

Questi pesci, di fatto dei fossili viventi, hanno una caratteristica che li rende unici: sono dotati sia di branchie che di polmoni, rendendoli in grado di respirare aria anche fuori dall’acqua (di fatto il sistema respiratorio branchiale contribuisce solo al 2% della respirazione).

Lo sviluppo di questo sistema di respirazione gli ha permesso di adattarsi al clima inclemente dell’Africa Centrale, spiegando la loro sopravvivenza e il loro immutato aspetto da così tanti milioni di anni.

A causa del clima torrido capita che durante i periodi di siccità l’ambiente in cui il Pesce Polmonato viva cambi radicalmente, portando all’inaridimento del suolo e al prosciugamento dei fiumi.  Per far fronte a questo problema, il fatto di poter respirare fuori dall’acqua conferisce un notevole vantaggio al nostro pesce per mettersi al sicuro, per esempio spostandosi in una pozza d’acqua vicina.

Quando questo stratagemma però non dovesse bastare, il Pesce Polmonato è in grado di ricorrere a una sorprendente soluzione: andare in ibernazione.

Quando l’acqua scarseggia e il letto dei fiumi si riduce a una distesa di fango, il Pesce Polmonato scava una fossa (inghiottendo fango che poi rilascia attraverso le branchie) entro la quale si infila, per poi attorcigliarsi su sé stesso e formare una sorta di sacca, grazie all’essiccazione di un particolare muco che secerne.

Un diorama di un Pesce Polmonato in ibernazione. (by National Geographic UK)

A questo punto il Pesce Polmonato è in grado di rallentare il proprio metabolismo e restare in questo stato di ibernazione fino alla successiva stagione delle piogge, cosa che può richiedere anche degli anni!

Sfruttando i metaboliti derivati dal consumo della propria massa muscolare (in particolare della coda), il pesce è in grado di sopravvivere senza doversi cibare durante tutto questo periodo.

Per riassumere quindi, nei periodi di siccità ci sono dei pesci che si ibernano nel fango.

Contestualmente alla secca dei fiumi, è frequente che le popolazioni locali sfruttino il fango del fondale per costruire mattoni con i quali edificare le proprie abitazioni. Ignari del fatto che possa esserci un pesce in ibernazione dentro!

Una casa di fango dell’Africa Occidentale. Chissà se c’è un pesce lì dentro? (by Chukwuemeka Ndukwe)

Con l’arrivo della stagione delle piogge, l’aumento di umidità permette al Pesce Polmonato di uscire dal suo stato di ibernazione, farsi largo tra il fango e ritornare al fiume, ormai ripristinatosi.

Alcuni Pesci Polmonati che “passeggiano” tra una pozza d’acqua e l’altra.

Vien da sé che se il fango entro cui il pesce era ibernato era stato utilizzato per costruire un’abitazione, il fenomeno dei pesci che escono dai muri otterrà una giustificazione.

Per questo motivo, con il passaggio delle prime piogge non è inusuale trovare abitazioni “bucherellate” e interi banchi di Pesci Polmonati strisciare tra il fango per raggiungere una sorgente d’acqua vicina.

Sapendo questo sorprendente sistema di adattamento, il fatto che questo tipo di pesce sia sopravvissuto per 400 milioni di anni fino ai giorni nostri diventa molto più plausibile.

Per citare Aliens: “Vengono fuori dalle fottute pareti!”


Ecco il link a un documentario dove si può vedere il fenomeno!


Bibliografia:

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