Niente banane a bordo!

È un luogo comune che i marinai siano persone superstiziose.

D’altra parte, se passi abbastanza tempo tra le onde, cominci a considerare il Mare al pari di un’amante o una divinità capricciosa, ora generosa ora crudele; pertanto, assecondare ogni superstizione o credenza per non incorrere nella malasorte diventa più che lecito.

Alcuni esempi di ciò sono piuttosto noti, quali a esempio il non avere donne a bordo durante lunghi viaggi o il fatto di avere dei tatuaggi tassativamente in numero dispari quando si è tornati da un viaggio.

Ma forse la superstizione più bizzarra nella quale ci si può imbattere è quella che vieta l’avere a bordo delle banane, in quanto portatrici di sfortuna.

Tale credenza non si limita al frutto, ma si estende anche a tutto ciò correlato alle banane! Scordatevi pertanto di sorseggiare un daiquiri alla banana o di indossare qualche capo firmato Banana Republic alla prossima escursione in barca con gli amici!

Potete immaginare il nome del marchio di questo doposole (by Brendon Vanras)

Sorprendentemente, questa strana superstizione è anche tra le più vecchie presenti ancora in circolazione; l’origine di tale credenza è da far risalire infatti al 1700, periodo storico in cui i mari erano solcati da velieri carichi di prodotti esotici in continuo transito tra il Vecchio e il Nuovo Mondo.

Molte sono le ipotesi in merito all’origine di questa superstizione e, incredibilmente, è possibile trovare ben più di una “prova” a testimonianza della iattura legata alle banane.

Innanzitutto, l’avere della frutta fresca a bordo comportava inevitabilmente che venissero attirati a bordo topi, serpenti o insetti (che a seconda dell’area geografica in cui ci si trovava potevano essere anche velenosi, come ragni, scorpioni o zanzare) e con essi il rischio che avvenisse qualche incidente o che si scatenasse un’epidemia.

Un altro motivo, che giustifica il fatto che le banane portino male specialmente se si deve pescare, è dovuto al fatto che ai tempi, non esistendo ancora i frigoriferi, era molto difficile riuscire a conservare la freschezza della frutta durante i viaggi e, pertanto, i capitani erano costretti a percorrere le tratte commerciali il più velocemente possibile, comportando però “l’effetto collaterale” di essere spesso troppo veloci per i banchi di pesci che i marinai erano soliti pescare durante il tragitto, traducendosi inevitabilmente in battute di pesca infruttuose.

Un temerario pescatore cerca di sfidare la sorte (by Burnt Ferguson)

Ma non è finita! Come tutti i frutti climaterici (ovvero quelli che continuano a maturare dopo essere stati separati dalla pianta, come le mele, le pere, i kiwi e le pesche), anche le banane con la maturazione emettono l’ormone vegetale etilene che ha la capacità di far maturare anche la frutta che si trova in loro prossimità.

Tale fenomeno comportava che se una nave avesse avuto un carico di frutta fresca a bordo che includeva anche delle banane, era molto facile che questo marcisse prima del tempo, comportando un danno economico non indifferente.

Non siete ancora convinti? Pensate che queste siano solo “prove” datate?

Beh, sappiate che a bordo del Titanic c’erano più di 1000 banane. Devo aggiungere altro?

Der Untergang der Titanic (by Willy Stower (1912)


[extra: un trucco per far maturare un frutto troppo acerbo è quello di metterlo in un sacchetto con una banana o una mela in modo che il gas etilene possa accelerare il processo di maturazione.]


Bibliografia:

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