Heikegani, il granchio samurai.

Un Heikegani by Lonmelo/Flickr

Oggi parliamo di una specie di granchio molto particolare, le cui bizzarre fattezze l’hanno spesso collocato tra il folklore e la realtà, e a ragion veduta.

Stiamo parlando del Heikegani (Heikeopsis japonica, 平家蟹, ヘイケガニ) o altrimenti detto Granchio Samurai.

Questo tipo di granchio, nativo del Giappone, è caratterizzato dal fatto di avere sul carapace dei solchi che gli conferiscono delle fattezze molto simili a quelli delle maschere che i samurai erano soliti indossare in battaglia.

Da un aspetto così caratteristico è più che comprensibile che siano nati molti miti a riguardo, facendolo diventare a tutti gli effetti uno “yokai“, ovvero una creatura del folklore giapponese.

Un ukiyo-e rappresentante dei Heikegani (a sinistra) dipinto dal pittore ottocentesco Utagawa Kuniyoshi (1798-1861).

La leggenda fa risalire la nascita degli Heikegani al 1185, in particolare alla famosa battaglia navale di Dan-no-ura, che si svolse il 24 aprile nei pressi dello Stretto di Shimonoseki, a Sud del Giappone.

Questa viene ancora oggi ricordata come la battaglia decisiva che sancì la fine della sanguinosa Guerra Genpei (1180-1185). Si trattò di una guerra civile per il dominio sulla corte imperiale, e conseguentemente sul Giappone, che vedeva da una parte il clan Minamoto (源氏 o Genji) e dall’altra il clan Taira (平氏 o Heike), che al momento deteneva il potere.

Sebbene fossero in svantaggio numerico, il clan Minamoto riuscì a sconfiggere le forze dei Taira grazie alla loro abilità nello sfruttare le correnti dello stretto e anche grazie al tradimento di uno dei generali Taira, Taguchi Shigeyoshi, che rivelò la posizione della flotta avversaria e quale nave trasportasse l’Imperatore.

È risaputo che, quando i soldati Taira si resero conto che la battaglia era persa, centinaia di questi si suicidarono gettandosi in mare per evitare il disonore della cattura; tra questi vi era anche il giovanissimo Imperatore Antoku (di 6 anni) che morì tra le braccia della propria nonna, Taira no Tokiko.

Una raffigurazione della battaglia navale di Dan-no-ura dipinta dal pittore Tosa Mitsunobu (1434-1525).

La leggenda vuole che, sebbene i corpi dei soldati Taira fossero periti, le loro anime non furono capaci di trovare pace nella morte a causa del tradimento perpetrato da Shigeyoshi e pertanto infestarono i corpi dei granchi che vivevano sul fondo dello stretto, dandone il caratteristico aspetto al carapace, un segno del loro eterno rancore.

Un disegno di un Heikegani e un soldato Taira by Matthew Meyer

La correlazione tra i samurai Taira e i granchi è talmente nota che la si può trovare anche nel nome con cui solitamente ci si riferisce a questi (Heikegani appunto).


[extra: la Guerra Genpei ebbe un ruolo talmente determinate nella storia del Giappone che è in seguito ad essa che vennero inseriti i colori rosso e bianco nella bandiera nazionale, un riferimento ai colori dei rispettivi stendardi dei clan Minamoto e Taira.]

[extra: il fatto di vedere un volto umano nel carapace del Heikegani è dovuto alla Pareidolia, ovvero la tendenza del nostro cervello a vedere delle facce in oggetti inanimati. Tale fenomeno è dovuto al fatto che l’essere umano si relaziona con i suoi simili studiando le espressioni facciali e in particolare prestando attenzione agli occhi. Da questo deriva il fatto che ci è più facile vedere una casa con “gli occhi” piuttosto che una con un “naso”.]


Bibliografia:

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